Simone Tramonte  a cura di Alessandro jyoti Giudice

Simone Tramonte  a cura di Alessandro jyoti Giudice

La rubrica Lux in memoria, presenta il progetto fotografico “Carnevale Barbaricino”  del giovane fotografo romano Simone Tramonte.

 

Gli scatti di Simone Tramonte sul carnevale barbaricino di Lula (Nu), in Sardegna, presentano tratti tragici e luttuosi, basati sul concetto di morte e rinascita. Il rito di questo carnevale è teso alla richiesta della pioggia e alla commemorazione di Dioniso, Dio della vegetazione e dell’estasi, che ogni anno muore e rinasce nel ciclo naturale dell’eterno ritorno. La parola carrasecare (carre de secare), con la quale si designa il carnevale sardo, etimologicamente significa carne viva da smembrare. I seguaci di Dioniso infatti laceravano animali vivi per ricordare la morte del dio che era stato sbranato dai titani. Le maschere, vestite di pelli, cariche di campanacci o di ossi animali, col volto annerito dal sughero bruciato o coperto da una maschera nera si muovono come in uno stato di trance tipico dei riti dionisiaci. Questi sono gli ultimi retaggi di un culto sopravvissuto a livello d’inconscio, ma le cui tracce sono però ancora evidenti.

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