Intervista a ILLAVIS VUELLE di Marina Verdichizzo

Intervista a ILLAVIS VUELLE di Marina Verdichizzo

Il nostro viaggio fotografico de “La Finestra sul Mondo” prosegue inoltrandoci nelle atmosfere sofisticate e sensuali della nostra amica  italiana Illavis Vuelle.

  1. Benvenuta Illavis, come e quando è nata la tua passione per la fotografia?

La mia passione per la fotografia nasce da quando ero adolescente.

Non ricordo con precisione a che età ho scattato la prima fotografia, ma ricordo che, con la compattina analogica Yashica regalata per un compleanno, fotografavo di tutto; era la mia inseparabile amica che mi seguiva durante le ferie estive.

  1. I soggetti da te raffigurati sono sempre donne, perché questa scelta?

Faccio una premessa : io amo fotografare le persone di ogni età.

In questi ultimi due anni e mezzo (quasi tre) partecipando ai vari model sharing ritrarre in foto donne ( modelle professioniste) è praticamente scontato, da lì il salto voluto da me per cimentarmi nel Ritratto, Glamour e Nudo Artistico.

  1. La luce ha un ruolo primario nella composizione delle tue immagini, o meglio, è il soggetto principale, lo usi come un pennello delicato che delinea le figure rendendole eteree, ci parli dell’importanza che ha per te la luce?

Per me è più importante l’ombra che la luce.

E’ lei la protagonista principale, quella che spiana la strada alla luce che emerge a volte soffusa, a volte dirompente sul soggetto.

  1. In questa tua fase creativa sei passata ad inserire i colori nelle immagini, a differenza del passato, in cui le figure erano illuminate solo da un flebile raggio di luce che ne delineava solo i contorni, ci parli dei motivi di questa evoluzione?

Sorrido….perchè quando fotografavo con la mia Yashica (prima la compatta e poi con il modello FX-3 Super 2000) mi cimentavo solo nel colore, non sapevo cosa fosse il b/n….anzi lo odiavo.

Cinque anni fa ritornai a scattare usando una compatta digitale (sempre regalata, poi mi sono comprata delle reflex digitali per progredire) e scoprii la bellezza del b/n grazie ad un mio amico che lo ama profondamente.

Sorprendentemente, mi sono convertita alla bellezza del nero più profondo e del  bianco acceso, ma il colore serve, il colore è bello.

Paradossalmente lo trovo più impegnativo in post-produzione rispetto al b/n; con il colore ingaggio una sfida “cromatica” e mi piace.

  1. Le tue donne sono sempre molto sensuali, ma nel contempo introspettive e distaccate dal mondo reale, come se cercassero un contatto con un mondo diverso da quello reale che le circonda, cosa cercano quando guardano la luce?

A questo non ci ho mai pensato.

Mi piacerebbe entrare nei loro pensieri.

  1. I tatuaggi, una forma espressiva molto intimista, come si inseriscono del tuo progetto creativo?

I tatuaggi mi sono sempre piaciuti, io che sul mio corpo non ne ho alcuno…

Sono capitati per caso nel mio “progetto creativo” e mi hanno entusiasmato.

Affascinanti, misteriosi; per me sono un arricchimento fotografico; sono il dettaglio che fa la differenza, che cattura l’attenzione al pari di qualsiasi altra parte del corpo.

  1. Ultimamente i fotografi o foto-amatori spingono molto sulla post-produzione tendendo, spesso, a snaturare l’immagine primaria, cosa che nelle tue immagini non vediamo, cosa ne pensi della post-produzione?

L’universo Photoshop…….a me sconosciuto perché io uso programmi estremamente semplici.

Cosa penso? Penso bene, penso che sia normale usarlo.

Ognuno lo applica e sfrutta nella maniera che più gli è congeniale, ma serve fare un distinguo FONDAMENTALE : classifico la Fotografia in due emisferi, ossia, la Fotografia artistica e la Fotografia di cronaca.

Nella seconda, l’uso del fotoritocco è vietato; i fotoreporter o i fotografi corrispondenti di guerra

( come Robert Capa e/o Mc Curry) hanno il dovere di raccontare la vita per quella che è.

Nella prima, invece, spazio alla creatività.

  1. Prima di salutarci mi piacerebbe che tu lasciassi ai nostri lettori un pensiero sul ruolo che ha la fotografia nelle tua vita.

Vi ringrazio tantissimo per questa intervista…..e, a voi lettori, non so se  è piaciuta, io mi auguro di sì.

Non è mai facile esprimere tutto quello che si ha dentro….molte parole, molti concetti non si riescono a tirare fuori quando si parla di una passione che, prima nasce come timido passatempo, per poi diventare quasi come una seconda pelle.

Amo molto questa passione per la fotografia, ma in piccoli momenti l’ho anche odiata….quando ero poco ispirata, o quando qualche foto non veniva come dicevo io.

Tutte le grandi passioni sanno infiammare, ma sanno essere anche molto frustranti, dipende dal proprio umore personale e, in questo, Macchiavelli l’ha riassunta in una frase che io ho subito sposato come la mia frase ” cult” sulla Fotografia : ” Ognuno vede quel che tu pari, pochi sentono quel che tu sei! ”

Grazie!

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